Ci sono abbinamenti che nascono per curiosità e si trasformano in scoperte sorprendenti. È quello che è accaduto durante la mia degustazione del Barolo Chinato Cocchi, storico vino aromatizzato piemontese, e di una tavoletta di cioccolato crudo biologico fondente 70% Sabadì di Modica.
Due prodotti lontani per origine e tradizione – le colline delle Langhe e il barocco siciliano – che condividono però un’anima artigianale e un legame profondo con la storia del gusto italiano.
Il Barolo Chinato, con le sue note speziate e balsamiche, incontra il cioccolato di Modica, ruvido e profumato di cacao puro: un dialogo di contrasti e armonie che rivela quanto vino e cioccolato possano raccontare la stessa lingua, quella della passione per la materia prima e per il tempo lento della lavorazione.
Questa degustazione è stata un piccolo viaggio sensoriale tra tradizione, territorio e piacere autentico — un’esperienza che merita di essere condivisa.
Il Barolo Chinato Cocchi: storia e profilo aromatico
Il Barolo Chinato nasce nelle Langhe alla fine dell’Ottocento, quando il farmacista Giuseppe Cappellano di Serralunga d’Alba ideò un vino aromatizzato al Barolo, arricchito da erbe e spezie per scopi terapeutici. Ma fu Giulio Cocchi, giovane pasticciere e liquorista di Asti, a renderlo celebre dal 1891, trasformandolo in un simbolo dell’eleganza piemontese.
Il Barolo Chinato Cocchi parte da un Barolo DOCG a cui vengono aggiunti zucchero, alcol e una miscela di botaniche selezionate: corteccia di china calisaya, radice di rabarbaro, genziana e semi di cardamomo. L’infusione avviene lentamente, a temperatura ambiente, per preservare gli aromi naturali e creare un equilibrio tra dolcezza, amarezza e speziatura.
Dopo un affinamento in legno di circa un anno, il risultato è un vino intenso e vellutato, dai sentori di agrumi canditi, spezie orientali, cacao e china, con una persistenza aromatica straordinaria.
Un tempo considerato un vino medicinale, il Barolo Chinato è oggi un grande vino da meditazione o da fine pasto, ideale con dolci secchi o con cioccolato fondente. Non a caso, la stessa casa Cocchi ne ha riconosciuto la “vocazione naturale” all’abbinamento con il cacao di alta qualità, tanto da farne uno dei suoi usi più raffinati.
Il cioccolato di Modica e la filosofia di Sabadì
Il cioccolato di Modica ha origini antiche: la sua lavorazione risale al periodo della dominazione spagnola in Sicilia, quando i conquistatori introdussero le tecniche azteche di macinazione a freddo del cacao. A differenza del cioccolato moderno, quello modicano non viene concato né raffinato, ma lavorato a basse temperature (mai oltre i 40°C), in modo che lo zucchero non si sciolga completamente.
Il risultato è una tavoletta dal gusto puro e dalla consistenza granulosa, dove si percepisce la materia viva del cacao.
In questo contesto si inserisce Sabadì, marchio fondato a Modica da Simone Sabaini. L’azienda si distingue per una filosofia etica e sostenibile: cacao biologico e proveniente da filiere eque, zucchero integrale di fiori di palma e nessun additivo.
La tavoletta “Crude 70%”, protagonista di questa degustazione, nasce da fave di cacao non tostate, lavorate a freddo per mantenere intatte le proprietà nutritive e aromatiche. Al palato, regala una tessitura fine e naturale, con note di frutta secca, spezie e un elegante fondo amarognolo.
Sabadì ha riportato il cioccolato di Modica al suo splendore originario, unendo tradizione e modernità. Non a caso, è uno dei marchi più premiati a livello nazionale e internazionale, simbolo della rinascita di un’antica arte dolciaria siciliana.
L’abbinamento: armonie e contrasti
Quando il Barolo Chinato Cocchi incontra il cioccolato crudo Sabadì, si crea una sinfonia di sensazioni.
Il vino, con le sue note di spezie, agrumi e china, amplifica il gusto intenso del cacao e ne addolcisce le sfumature amare. Il cioccolato, a sua volta, esalta la componente balsamica e agrumata del vino, creando un equilibrio raffinato tra dolcezza, calore e freschezza.
L’esperienza ideale è quella di lasciar sciogliere un piccolo pezzo di cioccolato in bocca e poi sorseggiare lentamente il vino: il contrasto iniziale lascia spazio a una perfetta fusione di aromi, con un finale lungo e avvolgente.
È un abbinamento che non cerca eccessi ma profondità, capace di trasformare un momento di degustazione in un rituale di piacere consapevole.
Questa esperienza unisce due eccellenze italiane che raccontano territori e culture differenti, ma affini per spirito artigianale e autenticità. Il Barolo Chinato Cocchi e il cioccolato crudo Sabadì sono due modi diversi di celebrare la lentezza, la tradizione e la complessità del gusto.
Il loro incontro è un omaggio alla storia e alla sensibilità del palato italiano: un viaggio sensoriale che parte dalle Langhe e arriva fino a Modica, passando per la memoria e la passione.










