La Vigna di Leonardo: storia e rinascita di un tesoro a Milano

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Un dono prezioso dal Duca di Milano

Nel 1498 Ludovico il Moro, Duca di Milano, regalò a Leonardo da Vinci una vigna di circa 16 pertiche (quasi un ettaro), come segno di riconoscenza per il capolavoro del Cenacolo. La vigna si trovava nel giardino della Casa degli Atellani, luogo che ancora oggi custodisce parte di questo straordinario legame tra il genio rinascimentale e il vino.

Leonardo e il vino: un legame di scienza e natura

Per Leonardo, appassionato di botanica e agricoltura, la vigna non era solo un privilegio, ma un luogo di pace e di ispirazione. Nei suoi scritti troviamo osservazioni che anticipano concetti moderni di viticoltura naturale:

  • attenzione alla qualità dell’uva,
  • fertilizzazione basica dei terreni,
  • fermentazione in botti chiuse,
  • frequenti travasi per migliorare il vino.

Queste pratiche, oggi comuni tra i produttori di vini naturali, mostrano come Leonardo fosse un antesignano anche nel mondo dell’enologia.

Una vigna che resiste nei secoli

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Foto dal sito FAI-Fondo Ambiente Italiano

La vigna sopravvisse a guerre e trasformazioni urbane fino a cadere nell’oblio. Ma nel 2007 iniziarono le ricerche archeo-botaniche per recuperare i residui della vite originale.

Grazie al lavoro dell’Università di Milano e del Professor Attilio Scienza, esperto di genetica della vite, è stato possibile reimpiantare le barbatelle di Malvasia di Candia Aromatica.

Nel 2018 si è celebrata la prima vendemmia moderna, con 2,5 quintali d’uva trasformati in vino e custoditi in speciali decanter ispirati a un disegno di Leonardo.

Il decanter di Leonardo Da Vinci
Il Decanter di Leonardo da Vinci – Ph tratta da Facebook

Un’eredità che parla al presente

La Vigna di Leonardo rappresenta un simbolo straordinario di come il vino possa essere cultura, memoria e innovazione insieme. In una città dinamica come Milano, questo vigneto ci ricorda che il vino non è solo bevanda, ma anche storia, arte e territorio.


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