Ieri sera, 31 gennaio, l’Enoteca Zanardo, storica enoteca di Giussano in Provincia di Monza e Brianza, ha ospitato una serata davvero speciale dedicata agli Orange wines, una tipologia in continua crescita e ammirata per la sua complessità e originalità. La serata, guidata con passione e competenza dal sommelier Alberto Bianchi, ha offerto ai partecipanti l’opportunità di esplorare non solo il mondo dei vini arancioni, ma anche di comprenderne le diverse metodologie di produzione, attraverso una degustazione strutturata e ricca di spunti.
Il Fascino degli Orange Wines
Gli Orange wines, ottenuti da uve bianche fermentate con le bucce (un processo tipico dei vini rossi), rappresentano un incrocio affascinante tra tradizione e innovazione. La macerazione prolungata con le bucce regala a questi vini una struttura, una complessità aromatica e una tannicità insolita per un bianco, portando in tavola note che spaziano dalla frutta matura alle spezie, passando per sentori di erbe e fiori secchi. Durante la serata, Alberto Bianchi ha spiegato con grande chiarezza come differenti tecniche enologiche – come la durata della macerazione, l’uso di anfore o botti e il tipo di lieviti utilizzati – possano influenzare profondamente il profilo organolettico finale di questi vini.
La Sequenza di Degustazione

La serata ha preso il via con una sequenza studiata per guidare il palato attraverso le varie sfumature offerte da cinque esemplari scelti con cura:
- Vermentino Orange Fertuna 2022
Un inizio fresco e vivace, in cui il Vermentino ha mostrato già le tipiche caratteristiche di un Orange wine: una leggera ossidazione, note agrumate ed erbe mediterranee che si sposano perfettamente con piatti leggeri a base di pesce o antipasti freschi. - Maserà Madonna delle Vittorie 2022
Il passaggio al Maserà ha portato in tavola un vino più complesso, con una struttura che si fa notare grazie alla sua fermentazione con le bucce. Un vino che, pur mantenendo una bella freschezza, anticipa un profilo aromatico più profondo, ideale per accompagnare formaggi stagionati e piatti a base di verdure grigliate. - Era il 1946 Bonelli
Questo vino ha rappresentato un salto in avanti in termini di complessità. Con una storia che si riflette nel nome, “Era il 1946 Bonelli” si distingue per la sua struttura e la ricchezza aromatica, che include note di frutta secca, spezie e un accenno di note terrose, perfetto per abbinamenti con carni bianche o piatti vegetariani ricchi di umami. - Bressan Carat 2020
Con il Bressan Carat 2020 la serata si è fatta ancora più intrigante. La sua personalità è definita da un equilibrio tra la tradizione della fermentazione prolungata e l’innovazione nella tecnica produttiva. Le note di frutta matura, accompagnate da un delicato sentore tostato, hanno reso questo vino un ottimo compagno per piatti speziati e preparazioni a base di legumi. - Ribolla Gravner 2015
Concludere la degustazione con il Ribolla Gravner 2015 è stato come chiudere un cerchio: un vino strutturato, complesso e dal carattere deciso, frutto di un invecchiamento che ha saputo integrare e armonizzare tutte le note tipiche degli Orange wines. Le sue sfumature terrose e la persistenza in bocca lo rendono ideale per piatti robusti, come arrosti e ricette a base di funghi.
Gli Abbinamenti in Tavola
La scelta degli abbinamenti è stata studiata da Paola Zanardo, sommelier e titolare dell’Enoteca assieme ai fratelli Giorgio, Maurizio e Antonio, ed ha valorizzato al massimo le peculiarità di ciascun Orange wine:
- Maserà Madonna delle Vittorie 2022 e provolone dolce: La dolcezza e la morbidezza del formaggio hanno bilanciato la complessità del vino, creando un’armonia di sapori che ha esaltato le note fruttate e speziate.
- Era il 1946 Bonelli con polenta e gorgonzola: Un incontro che ha celebrato la struttura robusta del vino, mentre la cremosità e l’intensità del gorgonzola, insieme alla delicatezza della polenta, hanno reso il tutto avvolgente e gustoso.
- Bressan Carat 2020 e formaggi caprini: Un accostamento che ha evidenziato la freschezza e le sfumature tostate del vino, grazie all’acidità e alla particolare consistenza dei formaggi caprini.
- Ribolla Gravner 2015 e patè: La scelta di un patè ha saputo mettere in risalto la complessità e la struttura decisa di questo vino, offrendo un finale elegante e sorprendente.
La serata organizzata dall’Enoteca Zanardo è stata molto più di una semplice degustazione: è stata un viaggio alla scoperta di tecniche di vinificazione innovative, una celebrazione della creatività enologica e un momento di condivisione tra appassionati e professionisti. La guida esperta di Alberto Bianchi ha arricchito l’esperienza, permettendo a tutti di comprendere meglio le sfumature che rendono un Orange wine unico.









