La Scirubetta, Dolce Tradizione Calabrese Raccontata a Sanremo da Brunori Sas

scirubetta un bicchiere di neve con del miele

“Sono cresciuto in una terra crudele dove la neve si mescola al miele.” Questa frase, immortalata da Brunori Sas in L’Albero delle noci – brano che ha conquistato il terzo posto al Festival di Sanremo conclusasi ieri – ha risvegliato in me ricordi d’infanzia e l’eco di una tradizione che credevo dimenticata.

brunorisas

Quel verso mi ha riportato alla mente i giorni in cui la neve dell’Aspromonte, raccolta con cura, veniva trasformata in scirubetta, un dolce rinfrescante che racchiudeva la magia e la semplicità della mia terra.

Un Dolce dal Sapore di Storia

La scirubetta è una granita artigianale tipica della Calabria, delle montagne calabresi.

Preparata con pochi e semplici ingredienti: neve fresca raccolta dalle montagne dell’Aspromonte e della Sila, succo di agrumi, mosto cotto, miele, caffè o altri aromi naturali.

granita al caffe in bicchiere di plastica in paesaggio innevato

Etimologicamente, il termine scirubetta affonda le sue radici in antichi usi e linguaggi. Spesso si attribuisce l’origine del nome all’arabo sharbat, che significa “bevanda fresca e dolce”, ma ci sono anche forti evidenze che il termine abbia viaggiato attraverso culture diverse, giungendo fino al turco come şerbet. È proprio da questa parola che si è evoluto il moderno sorbetto, dessert leggero e rinfrescante. Questa fusione di influenze etniche testimonia il fluire di tradizioni nel Mediterraneo, dove lingue e sapori si intrecciano, proprio come nella metafora del verso: la neve che si mescola al miele.

In passato, la neve veniva conservata nelle neviere, fosse naturali o costruite per mantenere il ghiaccio fino all’estate. Quando il caldo si faceva sentire, si prelevava la neve e la si mescolava con ingredienti locali, creando un dessert rinfrescante e genuino, simbolo di convivialità e semplicità.

La Scirubetta Oggi

Oggi, la scirubetta è meno diffusa rispetto ad altre preparazioni dolciarie, ma alcuni locali e appassionati della tradizione continuano a proporla, specialmente nelle zone montane della Calabria. La sua essenza rimane immutata: un dolce che racconta storie di un tempo in cui la natura e la creatività erano le principali risorse culinarie.

L’interesse suscitato dalla citazione di Brunori Sas potrebbe dare nuova linfa a questa prelibatezza, spingendo ristoratori e artigiani a riproporla nei loro menu e risvegliare il gusto di un dolce antico ma sempre attuale.


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