Oggi, Calvisano ha ospitato un evento straordinario per gli amanti del vino e delle eccellenze artigianali: la Fiera Mercato Vino Indipendente. Una giornata dedicata alla scoperta di produttori che fanno del rispetto per la terra, della qualità delle materie prime e della tradizione la loro filosofia. Quella di quest’anno è la decima edizione della manifestazione voluta ed ideata dall’eclettico Stefano Belli.
In un clima di convivialità e scambio, il pubblico ha avuto l’opportunità di incontrare vignaioli che rappresentano l’anima autentica del vino italiano. Tra i numerosi espositori presenti, che in questa edizione sono arrivati ad essere sessanta, alcuni nomi hanno brillato per la loro passione e la qualità dei loro prodotti.

Ecco un focus su alcuni protagonisti della giornata.
Tenuta Ca Sciampagne: l’arte del biodinamico

La Tenuta Ca Sciampagne, situata nelle colline marchigiane, è sinonimo di agricoltura biodinamica. I loro vini naturali sorprendono per la complessità e la capacità di raccontare il territorio. Tra le etichette presentate, oggi ha fatto bella mostra di se, una novità Uniko 23 Vino Esoterico. Sicuramente il buon Leonardo Cossi, splendido vignaiolo marchigiano, con questo vino ha voluto celebrare le sue vigne che sono su un territorio che sta nei pressi del 43° parallelo. Il parallelo per eccellenza della viticoltura mondiale ed è, per chi crede, anche un parallelo ascetico infatti su questa linea immaginaria si trovano i Santuari più importanti della cristianità, da Santiago di Compostela ad Assisi, da Lourdes a Medjugorje. Solo da qui poteva venire un vino esoterico

Daniele Ricci: il custode del Timorasso
Daniele Ricci è una figura emblematica del vino piemontese. Il suo amore per il vitigno Timorasso ha dato vita a etichette che esprimono la mineralità e la struttura tipiche dei Colli Tortonesi. Tra i vini proposti, il “Derthona” è stato un autentico gioiello, conquistando tutti per la sua eleganza.

Leonardo Pallotta: tradizione e innovazione dal Gargano
Leonardo Pallotta, cantina pugliese situata sul Gargano, è rinomata per la valorizzazione dei vitigni autoctoni della regione. Tra le sue eccellenze spicca il Nero di Troia, un vino che incarna l’essenza del territorio con la sua intensità e profondità di sapore.

Grawü: l’anima delle Dolomiti
Grawü, cantina dell’Alto Adige, rappresenta il perfetto connubio tra natura e innovazione. I loro vini bianchi, freschi e aromatici, hanno conquistato i visitatori della fiera. Il Gewürztraminer, in particolare, ha brillato per complessità aromatica e grande equilibrio.

Foradori: la regina del Teroldego
Elisabetta Foradori, un nome che non ha bisogno di presentazioni, ha portato alla fiera i suoi celebri vini del Trentino. Il Teroldego è stato il protagonista indiscusso, un vino che racconta il lavoro paziente e appassionato della cantina per preservare l’identità del territorio.
Santa Caterina: il fascino della Liguria
Santa Caterina, cantina ligure immersa tra mare e montagna, ha proposto vini che esprimono al meglio l’influenza del clima mediterraneo. Il loro Vermentino, con note saline e agrumate, è stato uno dei più apprezzati della giornata.

Un evento che celebra il valore del rispetto della natura e della sostenibilità
La Fiera Mercato Vino Indipendente non è stata solo un’occasione per degustare vini di alta qualità, ma anche un momento di confronto con produttori che condividono una visione comune: rispettare la natura e creare vini autentici, senza compromessi.
L’evento ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante sostenere l’agricoltura artigianale e indipendente, che rappresenta una ricchezza inestimabile per il nostro Paese.










