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CHAMPAGNE: il perfetto equilibrio tra arte e terroir. Evento Onav Bergamo

Il 2025 della sezione Onav di Bergamo si è aperto con una serata speciale dedicata allo Champagne, vino iconico da sempre associato ai brindisi e alle celebrazioni.

Una serata con un focus particolare, una sfaccettatura specifica nella storia di questo straordinario vino: la ricerca del perfetto equilibrio tra l’arte dell’assemblaggio con l’espressione del terroir.

Una serata nella quale ci si è proiettati nel concetto di luogo nella storia dei vini dello Champagne e dei significati diversi che questo concetto ha assunto secondo il punto di vista del produttore e del consumatore.

A condurci in questo percorso è stata Daniela Guiducci, docente Onav, enologa e Champagne Spécialiste certificata.

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L’Arte dell’Assemblaggio nello Champagne: La Magia dietro ogni Flûte

L’assemblaggio, o “cuvée”, rappresenta una delle fasi più emblematiche e delicate nella creazione dello Champagne. È il cuore dell’identità di ogni maison e l’espressione suprema dell’arte del vigneron. Questo processo, che si svolge dopo la fermentazione dei vini base, consente di combinare sapientemente vini provenienti da diverse annate, vitigni e cru per ottenere un prodotto finale unico e irripetibile.

Un’arte di precisione e creatività

L’enologo, o chef de cave, guida il processo di assemblaggio con una competenza che combina tradizione e intuizione. Durante le degustazioni, esamina centinaia di vini base provenienti da diverse parcelle. Ogni campione è valutato per caratteristiche come acidità, aroma e struttura.

Per le grandi maison, l’assemblaggio è fondamentale per garantire coerenza nel tempo: il consumatore deve riconoscere lo stile di un’etichetta, indipendentemente dall’anno. Tuttavia, l’assemblaggio consente anche di innovare, dando vita a cuvée speciali, millesimati o edizioni limitate.

La ricchezza del terroir della Champagne

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Il terroir della Champagne è una combinazione unica di suolo, clima e tradizione che si manifesta a tre livelli distinti: macro, meso e micro.

  1. Macro-terroir: Riguarda l’intera regione della Champagne, caratterizzata da un clima fresco e marginale, suoli calcarei (prevalentemente gessosi) e una tradizione di viticoltura consolidata. Le cinque aree principali – Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Côte de Sézanne e Aube – definiscono l’identità generale dello Champagne.
  2. Meso-terroir: Si concentra su zone locali, come villaggi o cru specifici (ad esempio, Ambonnay o Le Mesnil-sur-Oger). Ogni meso-terroir riflette variazioni di suolo, esposizione e microclima, influenzando il carattere delle uve e i profili aromatici dei vini prodotti in queste aree.
  3. Micro-terroir: Riguarda singoli appezzamenti di terreno o parcelle, spesso di dimensioni ridotte e con caratteristiche uniche. Dettagli come la composizione del suolo, la pendenza o il microclima locale permettono di produrre Champagne di singolo vigneto, che rappresentano l’espressione più pura e specifica del territorio.

In sintesi, il terroir della Champagne varia da un’identità regionale globale (macro) a un’espressione di singoli luoghi (micro), offrendo una straordinaria complessità e diversità.

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Un territorio che si articola in una complessità unica, dovuta alla combinazione di:

  1. Suoli gessosi e minerali: La regione è famosa per i suoi terreni a base di gesso, capaci di drenare l’acqua e riflettere il calore del sole, favorendo la maturazione delle uve e conferendo freschezza e mineralità ai vini.
  2. Clima fresco e marginale: Situata ai limiti settentrionali della viticoltura, la Champagne beneficia di un clima fresco, che garantisce acidità elevata e vivacità alle uve.
  3. Diversità dei cru: I 320 villaggi della Champagne sono suddivisi in cru, ognuno con una specifica identità aromatica e stilistica, dalla potenza dei Pinot Noir della Montagne de Reims alla freschezza degli Chardonnay della Côte des Blancs, fino alla rotondità del Meunier della Vallée de la Marne.

Assemblaggio e Terroir: Un’Armonia Raffinata

L’equilibrio tra assemblaggio e terroir è ciò che distingue lo Champagne da qualsiasi altro vino al mondo. Nella Champagne, il terroir non è un concetto astratto, ma una realtà tangibile fatta di suolo, clima e tradizione, che si riflette nella qualità e nella personalità delle uve. L’assemblaggio, quindi, è il mezzo attraverso cui l’enologo valorizza e armonizza queste peculiarità, rispettandole e sublimandole.

L’assemblaggio come interprete del terroir

L’enologo, attraverso l’assemblaggio, non si limita a unire vini di diverse origini: costruisce un racconto del territorio. Ogni cru apporta una sfumatura unica:

  • Chardonnay della Côte des Blancs: Aggiunge eleganza, acidità e note agrumate.
  • Pinot Noir della Montagne de Reims: Dona struttura, potenza e aromi di frutta matura.
  • Meunier della Vallée de la Marne: Contribuisce con morbidezza e note di frutta fresca.

L’assemblaggio consente di bilanciare queste componenti, compensando le carenze di un terroir con le virtù di un altro. Per esempio, un’annata fredda che abbia penalizzato la maturazione del Pinot Noir può essere riequilibrata con Chardonnay di un’annata precedente, capace di apportare maturità e rotondità.

Lo Champagne quindi può essere considerato un vin de terroir sia in un senso più ampio, in quanto esprime la combinazione unica dei terroir della regione, sia nella specificità di un singolo appezzamento. La crescente popolarità di Champagne di singoli vigneti sta rafforzando l’associazione con il concetto di terroir in senso stretto.

I vini portati in degustazione

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Tutti questi concetti si sono trasformati in un’esperienza sensoriale unica grazie ai vini proposti in degustazione.

Una selezione di eccellenza che raccontava storie di territorio, passione e maestria enologica, spaziando dai monovitigni, con la loro purezza espressiva, alle cuvée, sintesi armoniosa di più varietà. Dai vini millesimati, testimoni di annate memorabili, ai blend di diverse vendemmie, capaci di intrecciare tradizione e innovazione in un calice.

Ogni assaggio è stato un viaggio, un dialogo tra terra, clima e il tocco sapiente del produttore.

I sei vini degustati sono stati:

  • Champagne Extra Brut “Bansionensi” Eric Taillet
  • Champagne Brut Grand Cru Mes Vieilles Vignes Millesimato 2018 José Dhondt
  • Champagne Brut Quintessence Premier Cru Gaidoz-Forget
  • Champagne Blanc de 4 Blancs Drappier “Quattuor”
  • Champagne Brut Sensation Cordeuil Père & Fille
  • Louis Roederer Collection 243 (magnum)

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