Le Vie di Bacco ci portano in una delle aree vitivinicole più affascinanti e suggestive del Piemonte, l’Astesana. Un territorio antico dotato di una solida tradizione enogastronomica.
Una piccola patria del Piemonte che voglio raccontarla attraverso un vino, l’Arcese della Cantina Bera Vittorio e Figli.
Ci troviamo appunto nel cuore del Piemonte, precisamente a Canelli, vicino ad Asti ed il vino in questione è ottenuto da un assemblaggio di varietà autoctone, tra cui Arneis, Cortese, Favorita e Vermentino, coltivate su suoli derivanti dal disfacimento di profonde marne calcaree di sedimentazione marina. Eh si, perchè da queste parti tanti anni fa c’era il mare che inondava tutta la pianura Padana fino ai piedi delle Alpi che in quel periodo si stavano costituendo. E’ facile trovare, andando per le vigne, sul terreno fossili marini.
L’Astesana: Il cuore pulsante del Piemonte vitivinicolo
Il territorio dell’Astesana è una delle aree vitivinicole più affascinanti del Piemonte, caratterizzata da colline dolci e panorami mozzafiato. Questa regione è conosciuta per i suoi suoli calcarei, ricchi di minerali che derivano da un antico mare preistorico. La presenza di questo mare, milioni di anni fa, ha lasciato un’impronta unica nei vigneti della zona, conferendo ai vini un carattere distintivo.
Canelli, il cuore dell’Astesana, è una cittadina ricca di storia e tradizione. Famosa per le sue Cattedrali Sotterranee, antiche cantine scavate nel tufo riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Canelli è un luogo dove il passato e il presente si intrecciano in un racconto di eccellenza enologica.
Un viaggio nell’anima dell’Astesana
Degustare un bicchiere di Arcese è un viaggio nell’anima dell’Astesana. Dentro ogni sorso si percepisce la storia del territorio, i suoi suoli unici e l’eco di un mare preistorico che milioni di anni fa ricopriva queste terre. Questo passato remoto si riflette nei sentori minerali del vino e nella sua leggerezza, che richiama la brezza marina. L’Arcese non è solo un vino: è una celebrazione del territorio, un ponte tra passato e presente, un racconto liquido che narra la bellezza della viticoltura piemontese.
Un processo di vinificazione che rispetta la natura
La vinificazione avviene attraverso una pressatura delle uve non diraspate, seguita da una fermentazione spontanea in vasche d’acciaio inox, con un affinamento negli stessi contenitori per 9 mesi. Questo processo conferisce al vino una freschezza e una vivacità distintive, con un residuo di anidride carbonica che aggiunge una piacevole effervescenza.
Note di degustazione
Nel calice, l’Arcese si presenta con un colore giallo paglierino brillante. Al naso offre aromi floreali e fruttati, con note di fiori bianchi, pesca e mandorla, accompagnate da sentori minerali e leggermente affumicati. Al palato è fresco, di medio corpo, con un’acidità vivace e una leggera effervescenza che lo rende particolarmente piacevole e beverino. Il finale è armonioso, con una leggera nota salina che invita al sorso successivo.
Abbinamenti gastronomici
Questo vino si abbina perfettamente con piatti a base di pesce, frutti di mare, formaggi freschi e antipasti leggeri. La sua versatilità lo rende adatto sia come aperitivo che in accompagnamento a diverse preparazioni culinarie.
L’impegno di Alessandra e Gianluigi Bera
Alessandra e Gianluigi hanno raccolto l’eredità del padre Vittorio e conducono un’azienda riconosciuta per il suo impegno nella viticoltura biologica e nella produzione di vini naturali, rispettando le tradizioni e il territorio piemontese. L’Arcese rappresenta un esempio emblematico della loro filosofia produttiva, offrendo un’esperienza autentica e genuina agli amanti del vino.









