Ai piedi delle montagne, ecco cosa significa Piemonte.
Il Piemonte è stato da sempre interessato dalla coltivazione della vite fin dal X secolo A. C.. I Celti prima ed i Romani dopo portarono in questo territorio le loro esperienze sulla viticoltura. I longobardi con l’Editto di Rotari regolamentarono i sistemi di coltivazione, di codifica e di controllo del sistema vino però si dovette attendere il Regno Sabaudo per introdurre regole ferree sulla produzione del vino che portarono ad una ricerca della qualità. Il consumo di vino alla corte di Emanuele Filiberto era regolato dalla “someglieria” o “bottiglieria”, un’istituzione gerarchica comprendente due someglieri, due aiutanti someglieri, uno o due provveditori di vino, alcuni garzoni e un portabarrale. La someglieria doveva procurare e distribuire due qualitàdi vino: il vino “di bocca” destinato al duca di Savoia e ai suoi ospiti, e il vino “del comune” destinato al personale.
La ricerca della qualità porta nella seconda metà dell’800 alla fondazione della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Alba necessaria per la formazione di personale tecnico e specializzato.
Il clima è continentale freddo‐temperato, molto adatto alla coltivazione della vite, diventa alpino continentale verso le Alpi, con forti escursioni termiche. Nelle zone verso la Pianura Padana ristagnano frequentemente le nebbie che sono diradate dai venti del mare Ligure.
Il territorio è particolarmente variegato. Si passa da formazioni marine di solfato di calcio a marne ricche di fossili, da accumulo di limo argilloso ad argille e calcari arenari.
In Piemonte il concetto di terroir è ampiamente valutato e ricercato.











